Ferriera Stramezzi

La ferriera di Crema viene fondata nel 1913 dall’Ing. Paolo Stramezzi e dai conti Fortunato e Girolamo Marazzi. La produzione inizia nei locali di una piccola officina, appartenuta a Luciano Grioni, in cui si fabbricavano chiodi e ferri di cavallo e di proprietà, dal 1910, del nobile Giuseppe Vailati (marito di Azzolina Stramezzi). Anima tecnica della nascente ferriera è l’Ing. Mario Marazzi, figlio di Fortunato, che aveva fatto una lunga pratica in aziende siderurgiche italiane e inglesi.

Poco prima del primo conflitto mondiale la ferriera impiega già sessanta operai e ha una produzione giornaliera di circa cento quintali di laminati. Come spesso avviene gli eventi bellici risultano essere un’opportunità di crescita e, grazie alle commesse militari, la ferriera arriva a triplicare la produzione.

Nel periodo tra le due guerre il volume di affari continua a crescere e la ferriera produce, oltre ai piccoli profili, anche semi-lavorati per industrie meccaniche ed edilizia, inaugurando negli anni ’20 la bulloneria e due laminatoi. È questo anche il periodo in cui si inaugurano iniziative di welfare aziendale con la «Società di mutuo soccorso» e la scuola di avviamento industriale «Gen. Fortunato Marazzi», nonché con la costruzione di un piccolo villaggio operaio denominato “le Villette”. Si tratta di venticinque case bifamiliari su due piani che erano dotate di acqua corrente grazie ad un pozzo realizzato proprio all’interno della ferriera.

Nel 1938 si inaugura l’ammodernamento degli impianti con i nuovi reparti di acciaieria che porterà, pochi anni dopo, alla modifica della ragione sociale in «Acciaieria e Ferriera di Crema P. Stramezzi e C.».
La ferriera verrà coinvolta, a causa dell’autarchia del ventennio, nell’avventura del “Ferrital”, il ferro dolce ricavato dalle sabbie ferrifere dei litorali italiani, “inventato” dalla STIMA (Società Trattori Italiani e Macchine Agricole) di Ostia.

Durante il secondo conflitto mondiale gli stabilimenti della ferriera saranno pesantemente danneggiati da un bombardamento avvenuto nel 1944.

Al termine del conflitto la ferriera riprende faticosamente la produzione, ormai concentrandosi nella bulloneria. Sono anni di continuo declino segnato dalle difficoltà di tutto il settore siderurgico italiano. Tra vicende alterne si arriva a fine 1994 quando l’azienda è posta in liquidazione.

Lo stabilimento giace abbandonato per quasi trent’anni sino alla completa demolizione avvenuta nel 2021.

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